Il futuro dell’hospitality

Non esiste una sola ricetta o una sola teoria per prevedere quale sarà l’hospitality di domani: ostelli, hotel e – a loro modo – i bed & breakfast, così simili alle antiche pensioni, hanno radici ben piantate nel passato e continuano a lavorare ottimamente nel presente. Cosa riserva, però, il futuro?

Da una parte c’è l’enorme generalizzazione di servizi come Airbnb o HomeAway, che permettono di trovare alloggio dovunque, anche lontano dai consueti circuiti di hotellerie: ogni stanza, ogni casa è in potenza un albergo. Dall’altro la specializzazione cara ai boutique hotel, che propongono un offerta il più possibile individualizzata, ma a prezzi decisamente non raggiungibili dal grande pubblico, rischiando quindi di diventare un servizio di nicchia. Troppo suscettibile, in ultima analisi, agli andamenti lunatici dell’economia mondiale (ovvero: cosa succederebbe a queste strutture all’arrivo di un’altra crisi globale?).

Per assurdo, sembra che le tendenze mostrino che il domani di alberghi e affini starà sia nella specializzazione che nel suo completo opposto. Lo dimostrano, per esempio, gli esperimenti sul “day-use”, ovvero aprire gli alberghi a chi ha bisogno di alloggio solo di giorno (per lavorare senza cercare un coworking, per un riposo veloce, per una doccia al volo…): in questo caso siamo davanti alla ricerca di un target particolarissimo (per lo più lavoratori e professionisti) ma a prezzi assolutamente affrontabili da tutti, e non solo da… emiri arabi o miliardari cinesi in trasferta.

Oppure c’è il “condhotel”, un albergo che nei periodi morti può affittare i propri spazi, quando adatti, come appartamenti (purché completi di cucina, ma le formule specifiche sono allo studio).

Per chi vive di più la formula della casa vacanza o del b&b, si pensa anche a dei concierge diffusi: o meglio, a essere diffusi sono gli appartamenti, che magari sono nel medesimo quartiere. Per ovviare ai problemi che spesso si presentano con queste locazioni, una sola figura con ufficio proprio risponde alle richieste dei diversi clienti delle varie strutture, andando a coprire il buco lasciato dai portieri dei vecchi hotel. E in questo modo, si creerebbero anche posti di lavoro.