La storia di Airbnb

Brian Chesky e Joe Gebbia si sono resi conto da subito che il mercato immobiliare di San Francisco era fuori da ogni logica: avevano affittato un loft pur sapendo di non poterselo permettere, perché era l’unico alloggio normale che avevano trovato nella città californiana, da sempre afflitta da gravissimi problemi di “follia immobiliare”.

Così decisero di subaffittare un materasso ad aria (“air mattress”, in inglese) in una stanza degli ospiti: una specie di bed & breakfast, ma in casa dei due e non in un appartamento apposito. Così è nato quello che, senza particolare fantasia, è andato a chiamarsi Airbnb.

Era il 2008, e quello che a noi oggi sembra un normale adattarsi alle circostanze sfortunate è stato l’inizio della rivoluzione del segmento hospitality. Dieci anni dopo, la società è valutata in circa 31 miliardi di dollari, e dal 2019 potrebbe essere quotata in borsa.

Dall’aver capito che i viaggiatori non possono più permettersi le cifre di un normale hotel a essere diventati i giganti del loro settore sembra passare un abisso, ma Gebbia e Chesky ora fanno molto di più e lanciano addirittura servizi “oltre il bed & breakfast”, e vogliono trasformare ogni giorno in una potenziale vacanza. Come? È tutto da vedere…