L’America invade l’Italia

A riprova che i cliché sugli ostelli della gioventù sono sbagliati oltre che duri a morire, vi invitiamo a pernottare (o fare una ricerca relativa) in uno di quelli che stanno aprendo recentemente in diverse città italiane, ad opera e investimento di gruppi societari a maggioranza statunitense che hanno voluto esportare il loro “concept” di ostello moderno nel Bel Paese.

Ancora una volta, la storia degli ostelli si trova a essere intrecciata con quella di un’intuizione, e questo terzo colpo di genio passa per la considerazione che in epoca di recessioni globali l’ostello è ancora valido, anzi sempre più necessario se si vuole viaggiare tenendo basso il budget. Tuttavia, il loro aspetto va “svecchiato”. Se all’epoca di Richard Schirrmann somigliavano tanto a dei campi scout al chiuso, e negli anni Sessanta e Settanta furono pervasi dalla peace & love delle controculture, gli ostelli devono adeguarsi al Ventunesimo secolo. È ora!

L’esempio romano

A Roma, e Venezia, per esempio, Yellow Hostel e The Generator (rispettivamente) sono ostelli che sembrano… festival rock al chiuso. Atmosfera energica, camere arredate con gusto giovanile e modernità, tanti servizi extra e bar o birrerie all’interno della stessa struttura, per fare del luogo dove si dorme anche un crocevia di possibili incontri di nuovi amici… o di colpi di fulmine.

In più in questi posti si svolgono concerti o piccoli spettacoli di teatro, si presentano libri, si organizzano tour guidati, si può lavorare in compagnia (con il coworking che prende piede sempre di più in Italia), si può mangiare – e anche molto bene. Manca qualcosa? In un ostello così re-immaginato si può anche tagliarsi i capelli, farsi un tatuaggio, fare acquisti o il bucato – la città che sta fuori dalla porta diventa a portata di mano e prende possesso di quelli che un tempo sarebbero stati “solo” gli spazi della reception o della sala colazione, per cercare di diminuire la distanza tra visitatore e città visitata.

Naturalmente gli ostelli “made in Italy” non stanno a guardare, e molti di questi servizi aggiuntivi sono arrivati nel corso degli anni anche altrove, in strutture già aperte da tempo. Tuttavia lo “sbarco straniero” ha dato una scossa all’intero settore, mostrando che una crescita diversa, accontentando i giovani iperconnessi, è possibile e a portata di mano.