La crisi del sistema alberghiero

Con l’Italia uscita per il rotto della cuffia dalla recessione del 2007-2008 (ma i più pignoli guarderanno ancora più indietro, alla congiuntura difficilissima dei primi anni del decennio 2000, sostenendo fosse un’altra mini-recessione), sono tanti i settori che ancora faticano a tornare a livelli pre-crisi, e uno fra questi è proprio quello alberghiero.

La discussione su un sistema Italia che dovrebbe essere in grado di spingere ancora di più il pedale sull’ospitalità e vivere di solo turismo è vecchia almeno trent’anni: i cambiamenti all’economia mondiale rendono sempre più attraente una prospettiva di questo tipo, ma la verità che dovrebbe chiudere ogni discussione è che ci sono fin troppi alberghi in Italia e dove invece mancano è perché è assente anche l’infrastruttura pubblica necessaria per raggiungere località di assoluto prestigio: trasporto ferroviario efficiente, strade moderne, porti turistici.

Lo scenario così com’è suggerisce una situazione di stasi, con le grandi città d’arte al centro-nord non toccate da nessun cambiamento in negativo. Del resto una metropoli come Roma è risultata essere la dodicesima più visitata al mondo nel 2017, mentre cresce il favore per destinazioni “alternative” come Milano. Invece i dati confermano che non di stasi si tratta ma di vera crisi: perché?

Gli alberghi soffrono la concorrenza sempre più spietata e al ribasso di case vacanze o bed & breakfast. Il modo di viaggiare è cambiato, e i citybreak pubblicizzati con così tanta insistenza da compagnie aeree o altre ditte del comparto travel, uniti a un generale senso di impoverimento avvertito dalla popolazione, fanno sì che le vacanze siano sempre più mordi e fuggi. Per questo quando si sceglie di spostarsi per un paio di giorni, lo si fa all’insegna del risparmio. E questo è un requisito ormai fondamentale, ma che gli alberghi non possono sempre garantire. Né possono comprendere, perché l’estetica del viaggio per loro corrisponde all’idea di relax, con annessa la concessione di piccoli/grandi lussi.

Come se ne esce, dunque? Osservando i trend, innanzitutto. In questo sito presenteremo una serie di analisi documentate sull’andamento del settore, prendendo anche in considerazione le lezioni di quelli che vengono considerati i “nuovi nemici” degli alberghi, storici e non: dal nostro punto di vista, è anche con il loro esempio che si può migliorare l’offerta e tornare a essere competitivi.